Fisco e casa, il 2020 parte dal bonus facciate

Fisco e casa, il 2020 parte dal bonus facciate

Una scossa da quattro miliardi di euro di investimenti. Con il potenziale per convogliare un
quinto degli interventi di recupero edilizio realizzati il prossimo anno in Italia. La nuova
geografia dei bonus casa, modificati dalla legge di Bilancio 2020, ruota attorno a un perno che
ha tutte le caratteristiche per diventare un nuovo riferimento per il mercato della
riqualificazione: il bonus facciate, lo sconto fiscale del 90% dedicato agli involucri edilizi.

Con le norme che incentivano i cappotti termici, questa misura mantiene una
grande forza d’urto: le spese relative a questi nuovi interventi valgono circa quattro miliardi di euro.
Di questi, circa 1,6 miliardi saranno indotti dal nuovo sconto più conveniente e non sarebbero
stati realizzati in sua assenza. Per dare un’idea di quanto sia alta questa cifra, nel 2018 le
detrazioni per l’efficientamento energetico hanno mobilitato 3,3 miliardi di euro (dati Enea).
Senza dimenticare che, a completare il quadro, arriva come sempre una lunga lista di
proroghe: guadagnano, così, un altro anno di vita l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni e quello
dedicato ai mobili.
Il bonus facciate.
Il nuovo sconto fiscale del 90%, dedicato alle facciate, farà il suo esordio. E avrà una portata
molto ampia. Sarà applicabile nel 2020 alle spese documentate, anche per interventi di sola
pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzate al recupero o al restauro della facciata.
Ci saranno tre paletti, originariamente non previsti dalla manovra. Il primo riguarda le aree
nelle quali il bonus è ammesso. Le spese dovranno riguardare edifici esistenti ubicati in «zona
omogenea» A o B. Nella pratica, vuol dire che resteranno escluse le aree destinate a nuovi
complessi insediativi con bassa densità di urbanizzazione.
Il secondo riguarda l’allineamento tra la disciplina del nuovo sconto per le facciate e l’ecobonus
per il cappotto termico. In caso di pulitura o tinteggiatura esterna, si incassa il bonus senza
altre richieste. Se, invece, si va oltre e si decide di ritoccare l’intonaco di almeno il 10%
dell’involucro, le cose cambiano: sarà obbligatorio rispettare requisiti di efficienza energetica e
di trasmittanza che, di fatto, indurranno molti a scegliere di realizzare un cappotto termico.
Infine, saranno detraibili solo gli interventi su strutture opache della facciata, su balconi o su
ornamenti e fregi. In altre parole, vengono esclusi tutti gli impianti, gli infissi, i cavi, le grondaie e i pluviali.
Una precisazione importante: lo sconto è agganciato alle spese. Quindi, sarà applicabile anche
ai lavori effettuati nel 2019 ma pagati nel 2020.
Resta solo da capire se la burocrazia condominiale e la complessità di questi lavori saranno
compatibili con una detrazione che, almeno sulla carta, avrà una durata di un solo anno.
Le proroghe.
Accanto a questo c’è il consueto pacchetto di proroghe. La sostanza è che nel
2020 i cittadini potranno contare su un pacchetto di detrazioni simile a quello attuale, a partire
dall’ecobonus, che resta con una detrazione del 65%, ridotta al 50% in alcuni casi. Ad
esempio, per l’acquisto e la posa in opera di finestre come di infissi o per le schermature solari.
Ancora un anno a disposizione anche per il 50% relativo alle ristrutturazioni: lo sconto base,
insomma, anche per il 2020 non sarà depotenziato al 36 per cento. A questo bonus, come è
stato per il 2019, sarà possibile collegare il bonus mobili. Per gli interventi di recupero del
patrimonio edilizio iniziati dal 2019 è riconosciuta una detrazione pari al 50% per le ulteriori
spese documentate per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe pari almeno ad
A+.
Gli altri sconti
A completare il quadro degli sconti a disposizione dei cittadini per il prossimo anno, ci sono poi
tutte le agevolazioni che non hanno avuto bisogno di una conferma. Andrà così avanti fino al
2021 il sismabonus, lo sconto fiscale dedicato alla messa in sicurezza degli immobili, che dà
diritto a detrazioni che, nella migliore delle ipotesi, possono toccare l’85 per cento. Discorso
simile vale per l’ecobonus condominiale.
Arriva fino al 2021 la detrazione dedicata alle parti comuni: potrà avere un ammontare del 70
o 75%, a seconda dei casi. Anche se il suo destino, il prossimo anno, sarà intrecciato a quello
del nuovo bonus facciate.
Sconto in fattura solo ai condomìni.
La sorte non è stata generosa con lo sconto in fattura, uno degli strumenti fiscali
potenzialmente più attrattivi ma al centro di forti polemiche sin dalla nascita.
Dopo il restyling di questi giorni lo sconto in fattura, a partire dal 1° gennaio 2020, resterà solo
per gli interventi di ristrutturazione importante di primo livello per le parti comuni degli
edifici condominiali, con un importo pari o superiore a 200milla euro. Il meccanismo è identico
a quello in vigore finora: il fornitore anticipa l’importo che serve allo sconto e poi lo recupera in
cinque anni, sotto forma di credito di imposta da portare in compensazione.
La ristrutturazione di primo livello significa che l’intervento, oltre a
interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente
lorda complessiva dell’edificio, deve comprendere anche la ristrutturazione dell’impianto
termico. In pratica, lo sconto viene limitato ai grandi lavori e a tutti quegli operatori con una
capacità fiscale e amministrativa tale da sopportare riqualificazioni complesse.
Restano esclusi tutti gli interventi più piccoli, come la sostituzione di infissi. Per loro, e per gli
artigiani che installano questi prodotti, lo sconto in fattura sarà impossibile.
Un altro anno per i giardini.
Proroga secca per il bonus giardini: la detrazione Irpef del 36% coprirà le spese fino a un
massimo di 5mila euro ad immobile sostenute anche nel 2020 per sistemazione a verde di aree
scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di
irrigazione e realizzazione pozzi, ma anche di realizzazione di coperture a verde e di giardini
pensili. Di recente la circolare 13/E/2019 ha precisato che la detrazione del 36% fino al limite massimo
di 5mila euro per immobile, spetta anche per i familiari conviventi (con le stesse regole quindi
per le altre agevolazioni 50% e 65%).
È stato anche chiarito che la detrazione non si applica per i lavori in economia. La realizzazione
di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi è agevolabile solo se permanente e
sempre che si riferisca ad un intervento innovativo di sistemazione a verde degli immobili
residenziali. I semplici vasi da balcone non hanno, quindi, lo sconto fiscale.
Va ricordato che per beneficiare della detrazione non è richiesto che il pagamento debba
essere fatto obbligatoriamente il bonifico “parlante”, ma di accettare pagamenti con «strumenti
idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni»: assegni bancari, postali o circolari non
trasferibili, carte di credito, carte di debito (bancomat o carte prepagate ricaricabili) o bonifici
bancari o postali.

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Andrea Di Munno

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