Senior e Student Housing le formule residenziali del futuro

Senior e Student Housing le formule residenziali del futuro

Il mercato dello Student Housing ha rappresentato nel corso del 2018 uno dei settori emergenti più attivi in Italia. Secondo gli ultimi dati dell’outlook Cbre sulle intenzioni degli investitori nel 2019, il 32% degli intervistati reputa che lo student housing sia il segmento del mercato residenziale con più opportunità di sviluppo, seguito dal senior housing (25,2%).

Prospettive. Solo a Milano sono previsti in arrivo 50 mila nuovi giovani (di età compresa tra i 19 e i 34 anni) entro il 2030. Il nuovo piano di sviluppo urbano dovrà quindi cercare occasioni di rigenerazione urbana per articolare l’offerta abitativa favorendo le soluzioni residenziali temporanee, l’affitto agevolato, e le residenze per studenti e giovani. Alcuni investitori internazionali hanno già iniziato a investire sul mercato milanese assicurandosi aree con forte potenziale di crescita e attrattività per gli studenti (Arexpo e Bocconi Area).

Hines: gli student housing a Milano e Firenze.
Tra questi Hines, che, con il country head Mario Abbadessa, ha realizzato vari progetti di student housing a Milano e Firenze, e punta ora a nuove soluzioni abitative multi generazionali, che puntino anche sul senior living. “Considerato che oggi la ricchezza è convogliata sui giovani e sugli anziani – osserva Abbadessa, – Hines valuta interessanti le soluzioni abitative destinate sia a studenti che ad anziani. Siamo convinti che la società italiana sia cambiata molto: i figli abitano più spesso fuori casa ed hanno una vita articolata, mentre, come abbiamo riscontrato anche in altri Paesi, gli anziani desiderano una maggiore autonomia. Ecco perché abbiamo pensato a strutture in cui gli over 70 possano essere autonomi ma contemporaneamente inseriti nei contesti urbani accedendo alla socialità e ai relativi servizi”.

“La nostra idea – continua Abbadessa, – nasce dalla considerazione che il modello abitativo destinato a studenti e anziani abbia una forte domanda, mentre l’offerta al momento non solo è fragile, ma anche di qualità non in linea con gli standard internazionali. Nel concreto, siamo partiti da un’asset class che già conosciamo bene, lo student housing, che abbiamo già trattato in Irlanda e Regno Unito con progetti da 5 mila posti letto, per creare un modello intergenerazionale”.

A Milano abbiamo rilevato due progetti da 1500 posti letto vicino alla Bocconi, per un totale di 150 milioni di investimento. A ciò si aggiunga un altro fabbricato a Firenze che conterrà 250 unità abitative destinate ad affitti brevi, quindi anche per studenti, per 250 milioni di investimento. L’obbiettivo è ora di realizzare su questo modello anche progetti di senior housing, concretizzando un modello mai realizzato prima di mix generazionale, studenti più anziani e famiglie nella stessa struttura”.

Senior housing a Milano.
“Riguardo al senior housing il modello che intendiamo seguire è lo stesso che seguiamo per gli studenti, – spiega Abbadessa: – un fabbricato in cui il 50% della superficie non sia destinato a generare reddito ma serva a sviluppare la socialità tramite la fornitura di servizi correlati all’abitare (bibilioteca, sala studio, sala yoga ecc) che favoriscano l’aggregazione. È stato infatti riscontrato che, negli over 70, la demenza senile cala se sono inseriti in una comunità di loro pari grazie ad attività culturali. Gli appartamenti sono essenziali ma completi e destinati ad anziani autosufficienti che possano avere una vita autonoma. Per quanto riguarda la gestione delle strutture di senior living, che è più specifica, ci avvarremo di società specializzate, mentre per le residenze studentesche e per il family living solitamente ce ne occupiamo in prima persona”.

Come città di sviluppo abbiamo in mente Milano e Firenze, oltre che Roma che è una opportunità unica nonostante non sia di facile contesto. Gli investitori interessati a questo tipo di progetti provengono specialmente dal Nord Europa: in ottica di lungo termine cercano stabilità di rendimento, e i rendimenti attesi sono nell’ordine del 5%”.

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Andrea Di Munno

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