Immobiliare residenziale italiano, i fattori della ripresa nel 2025

Dopo anni di incertezza, il mercato residenziale italiano ritrova slancio. A trainarlo, una combinazione di fattori macroeconomici favorevoli: tassi d’interesse in calo, inflazione contenuta e una rinnovata fiducia delle famiglie nella casa come investimento sicuro.

I dati registrati dall’Osservatorio OMI dell’Agenzia delle Entrate confermano una fase di crescita e consolidamento del mercato immobiliare residenziale nel terzo trimestre 2025. I numeri:

Nel periodo le compravendite di abitazioni residenziali, hanno registrato un aumento del +8,5% rispetto allo stesso periodo del 2024 con un numero complessivo pari a 174.892.

Il segmento delle abitazioni esistenti continua a trainare il mercato e le stesse sono aumentate del +10% rispetto allo scorso anno e, al contrario le abitazioni di nuova costruzione registrano una flessione del -9,6% il che segnala come il mercato continui a premiare l’usato, probabilmente per dinamiche legate a prezzi, disponibilità e rapporto qualità/prezzo.

Interessante anche il dato sulle seconde case compravendute nel terzo trimestre 2025 che sono state circa 53.172 il 30,41% delle transazioni complessive e le prime case 121.720 che rappresentano il 69,59% delle transazioni complessive.

Dopo il rallentamento del biennio 2023-2024, la domanda di abitazioni torna a crescere con decisione: le intenzioni d’acquisto passano dal 2,2% nel primo trimestre al 3,8% nel terzo trimestre 2025. Il prezzo medio nazionale si attesta a 1.705 euro/mq, con un aumento previsto del +1,8% entro fine anno, prima di una stabilizzazione nel 2026 (+0,5%). Anche la superficie media delle abitazioni acquistate risale, raggiungendo i 108 mq, segnale di un ritorno di fiducia.

Il mismatch tra domanda e offerta resta però marcato: il 37% delle richieste riguarda trilocali, seguiti dai bilocali (21%), ma l’offerta si concentra sui quadrilocali (37%) e sugli immobili di grandi dimensioni.

Il comparto delle nuove costruzioni mostra un forte divario geografico. Il Nord Italia concentra la maggior parte dei cantieri attivi, con una coda di sviluppo nelle regioni centrali, mentre il Sud resta più statico.

Tutti questi dati attestano che il mercato residenziale italiano sta confermando segnali concreti di ripresa. La politica monetaria espansiva della BCE e l’inflazione stabile riportano serenità nei bilanci familiari in quanto il mercato immobiliare resta fortemente dipendente dalle dinamiche finanziarie. Tuttavia la ripresa non è omogenea su tutto il territorio nazionale, ne su tutte le fasce di abitazioni. Le grandi città e i centri urbani mostrano la dinamica più positiva, ma molte aree interne, periferie o comuni minori restano in sofferenza.

I numeri dell’OMI mostrano segnali positivi anche per il mercato delle locazioni che registra un aumento del numero di nuovi contratti del +2,5% su base annua. In flessione le locazione ordinarie -3,4% mentre in continuo aumento i contratti di locazione transitori +3,7%, i contratti a canone concordato + 8,8% e i contratti di locazione per studenti +9%.

Dopo due anni di forti rincari (+25% tra 2023 e 2024), nel 2025 i canoni mostrano una prima flessione: -1,8% nel terzo trimestre nelle principali dieci città italiane.

Investimenti e prospettive
Nel complesso, gli investimenti immobiliari in Italia hanno toccato i 7,7 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2025 (+16,7% rispetto al 2024). Il settore living, che include residenziale tradizionale e nuove formule abitative, vale 450 milioni di euro, pari al 6% del totale, in linea con la media decennale.

La polarizzazione geografica resta marcata: Nord dinamico e trainante, Sud più debole, ma con segnali incoraggianti di ripresa in alcuni mercati urbani. Le prospettive per il 2026 indicano un consolidamento sui livelli pre-pandemici, sostenuto da una domanda residenziale solida e da una graduale stabilizzazione dei prezzi.

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